Recensione del film [ John Wick 3 – Parabellum ].

Caricate le armi e impugnate i coltelli:
la scomunica per il Sig.Wick avverrà tra 3…2…1.
Se avete visto i primi due capitoli della saga “John Wick”, non potete non andare al cinema a vedere il terzo capitolo:
“Parabellum” è una corsa contro il tempo che vede protagonista uno dei più grandi attori d’azione del 21º secolo.
Stavolta Keanu Reeves (John Wick), dovrà vedersela con mezza New York.
In molti lo vogliono morto e chi lo ucciderà, riceverà una profumata ricompensa di 14 milioni di dollari.
Il Sig.Wick è accusato di alto tradimento in quanto ha violato le leggi della Grande Tavola uccidendo Santino D’Antonio all’interno della zona franca (dove era vietato uccidere i propri nemici): l’hotel continental.
John combatterà fino allo stremo delle sue forze per tenere vivo il ricordo di sua moglie (uccisa dal cancro) e del suo cane ucciso proprio dalla congiura della Grande Tavola nel primo capitolo della serie.
Per rimanere in vita, John dovrà affrontare un lungo e faticoso viaggio pieno di ostacoli e di mercenari pronti a conficcargli una pallottola nel cuore.
Nella prima parte del film, John verrà aiutato da una sua ex amica, Sofia (interpretata da Halle Berry) che (insieme ai suoi fantastici cani) cercherà di portarlo fino alla fine del suo viaggio in Marocco per incontrare il Capo Supremo della Grande Tavola e chiedere l’immunità.
Il Grande Capo lo perdona in cambio di un piccolo favore, far dimettere il Direttore dell’hotel Continental (il Sig.Winston), uccidendolo.
John accetta e giura nuovamente fedeltà tagliandosi un dito, facendo un patto di fuoco.
Per tutto il film, ci sarà la giudicatrice, una pallida figura che cercherà di (appunto) giustiziare chiunque cerchi di aiutare il Sig.Wick.
Tra gli ammoniti ci sono gli amici di John, come il Re Bowery che cercherà a tutti i costi di proteggere il suo trono e il Sig.Winston, il capo dell’hotel, che proverà a non farsi licenziare dalla Congiura.
Non mancheranno i tradimenti.
Molti amici diventeranno nemici, pronti ad uccidere chiunque gli intralci la strada.
Gli scagnozzi della Grande Tavola saranno onorati di combattere contro un nemico così infallibile come il Sig.Wick. Talmente onorati che a volte gli lasciano il via libera per rialzarsi da terra ottenendo così una seconda possibilità di successo nella vittoria.
John infine, dovrà affrontare un nemico samurai molto potente nonché suo grande fan che gli darà pane per i suoi denti.
Le ambientazioni sono molto diverse dai primi film, si passa dai cupi quartieri di Chinatown di New York a quelli splendenti e soleggiati di Casablanca.
L’Hotel Continental, sembra aver subìto un cambio di design dai primi due capitoli della saga: la sala del direttore è caratterizzata da grandi pannelli di vetro, con al loro interno, oggetti preziosi e teschi di cristallo, il tutto contornato da teche museali con armature giapponesi preziosissime.
L’atmosfera richiama molto il film “Blade Runner” dove la realtà sembra una strana e surreale visione videoludica.
Parlando proprio di videogame, il lungometraggio trasporterà lo spettatore in un vero e proprio (almeno così sembra) gameplay, caratterizzato da inquadrature degne di call of duty o metal gear solid.
Il combattimento nel Continental è semplicemente adrenalinico ed unico nel suo genere, non mancheranno infatti le numerosi uccisioni.
Nel film ci sarà un’arsenale talmente vasto che potrebbe bastare per un esercito intero.
Parlando di armamenti, la caratteristica predominante delle armi è l’effetto l’audio.
Un audio non tanto focalizzato sui dialoghi dei personaggi (che in questo film passano in secondo piano) ma dall’assordante rumore d’arma da fuoco che ad ogni colpo di pistola ci farà saltare dalla poltrona del cinema come in un film horror “Jump Scare”.
Nel finale, si potrà già pregustare il sapore di vendetta che John avrà nei confronti di alcuni protagonisti, proiettando così lo spettatore al quarto capitolo della saga che molto probabilmente uscirà tra due anni.
Non mancheranno gli easter egg, tra cui uno in particolare, dove Keanu Reeves pronuncerà la frase “mi servono armi, tante armi”, la stessa frase usata in Matrix da Neo.
Se proprio devo trovare un piccolo difetto al film, sta nella mancanza assoluta di supercar o comunque automobili d’epoca come la mitica Ford Mustangs Mach 1 del ‘69 apparsa nei precedenti film.
Detto questo, posso finire dicendo che il lungometraggio mi è piaciuto davvero tanto, anche se privo di punti chiave ma comunque pieno di azione e adrenalina.
Un film che fa da ponte al quarto capitolo che volge uno sguardo al vincolo sacrosanto del patto di sangue, alle riprese che guardano al surrealismo cinematografico e a quanto un essere umano può spingersi per salvare la propria vita umana.
– Marco Meloni –
( @marco93meloni )