Recensione del film [ Godzilla II – King of the Monsters ].

Dopo il peggior film di Godzilla degli ultimi 50 anni, girato nel 2014, scelgo nuovamente di recarmi presso il mio cinema preferito per vedere il secondo capitolo: “King of the Monsters”.
Le aspettative sono tante ma già dai primi minuti si capisce che qualcosa non va:
la trama fatica ad entrare nel vivo, gli attori, occupati a chiacchierare sul da farsi per risolvere i problemi che il pianeta Terra sta subendo, occupano tre quarti del film, oscurando i veri e propri protagonisti del film, ossia i mostri.
Il lungometraggio infatti, per circa un’ora, vedrà come personaggi principali numerosi scienziati (tra cui il Professor Serizawa, interpretato da Ken Watanabe e la sua assistente Vivienne Graham, interpreta da Sally Hawkins, famosa per la sua comparsa come protagonista nel lungometraggio “La forma dell’acqua”, vincitore del premio Oscar come miglior film del 2018), troveremo dei terroristi, una una flotta di soldati, ed ultima ma non meno importante, la figlia della Dottoressa Emma Russell (interpretata da Vera Farmiga), di nome Madison Russell (Alias Millie Bobby Brown) la quale farà del tutto per riportare l’ordine nel caos creato proprio dalla madre, attraverso un dispositivo per comunicare con i Titani.
Parlando appunto di Millie Bobby Brown, la quindicenne inglese, ha attirato con la sua presenza, molti fan della serie Netflix “Stranger Things” i quali l’hanno vista per la prima volta come protagonista di un lungometraggio su maxi schermo.
Per tutto il film la trama è concentrata su un falso rapimento da parte di una banda di terroristi, i quali vogliono distruggere l’umanità per mano dei titani, così da ripopolare pian piano il pianeta Terra, attraverso la manipolazione di Godzilla, di Mothra, di Gidorah e di Rodan.
Se avete letto “Inferno” di Dan Brown, per alcune pagine del libro, il film è pressoché paragonabile.
Le ambientazioni sono al quanto noiose e prive di colore. Scena dopo scena, lo spettatore avrà l’impressione di vivere in un mondo monocromatico (o meglio) “tricromatico”, nel quale i colori predominanti saranno solo il blu (per Mothra e Godzilla), il grigio (per le scene di dialogo) ed infine il giallo (per Ghidorah e Rodan).
Inoltre, chi andrà a vedere il film al cinema, farà molta fatica a distinguere (per quel poco che si vede nella prima parte) Godzilla, in quanto, come in tutti i nuovi film che si rispettino, il mostro deve essere visibile un quarto di secondo per poi creare un “Jump-scare” in un secondo momento.
Il problema principale de “ il Re dei mostri” quindi è sopratutto incentrato sul concetto del “troppo tecnologico” e forse del “troppo finto” che differenzia appunto i film degli anni ‘60 dove mostri e creature orripilanti se ne davano di santa ragione per tutto il film, senza ricorrere a mostruosi effetti speciali, che oggi siamo abituati ad osservare.
Per quel che riguarda invece gli effetti audio, devo dire che ne sono rimasto molto sorpreso sopratutto perché finalmente, dopo anni di attesa (e di speranza), il ruggito del Grande Godzilla è tornato ad essere quello di una volta.
Fortunatamente i titani, hanno mantenuto più o meno le caratteristiche visive di un tempo.
Anche se ovviamente sono stati leggermente modernizzati attraverso la nuova tecnologia, Godzilla (insieme a Mothra) è sempre più responsabile e attaccato alla razza umana, la quale cercherà di ricambiare il favore.
Il Re dei Mostri, presenta sul dorso, le solite robuste protuberanze appuntite, le quali si illumineranno una alla volta per essere caricate di energia, pronta per essere sparata (sotto forma di raggio atomico propulsore) addosso ai nemici.
Mothra, invece si presenta con due ali da farfalla gigante, più angeliche e più onnipotenti rispetto alle apparizioni precedenti.
Passando ai mostri nemici, possiamo ammirare il mastodontico Ghidorah, con le sue possenti ali da drago con in cima non una, non due ma ben tre teste: talmente spettacolare che Daenerys ne impazzirebbe alla sola vista, statene certi (😁😅🤫).
Infine per ultimo (ma non meno importante), c’è Rodan, una specie di Pterodattilo gigante, il quale è dotato di sola cattiveria che si scatenerà con il suo possente becco appuntito.
Nel lungometraggio, ci saranno comunque altri titani ma purtroppo saranno visibili solo nell’ultima parte del film.
Quindi tirando le somme, vi posso garantire che se andrete al cinema con la speranza di riviere un lungometraggio in stile Godzilla anni ‘60/‘70 vi sbagliate di grosso ma comunque, vi posso assicurare che se volete vedere una battaglia tag team mozzafiato tra Godzilla e Mothra contro Ghidorah e Rodan, direi che gli ultimi venti minuti faranno per voi.
Il film ci ricorda chi siamo, chi eravamo e chi stiamo diventando.
Ci preoccupiamo del nostro presente non pensando al futuro del prossimo.
Ci impressioniamo alla vista di un mostro, non pensando che alla fine, i veri mostri siamo noi.
A volte ci rendiamo ridicoli, pensando di essere i più grandi, quando invece siamo i più piccoli ma (sicuramente) i più grandi contaminatori e distruttori del nostro stesso pianeta.
Infine troppo spesso, ci dimentichiamo che basterebbe un piccolo soffio per spazzarci via come foglie al vento.
Un vento governato da chi è più grande di noi.
Un vento che sembrerà un urlo.
Un urlo di un Dio.
Al quel punto non ci resterà che alzare gli occhi al cielo ed urlare a gran voce:
Lunga vita a Godzilla, il Re dei Mostri!
Il Re che ha portato la pace sulla Terra.
– Marco Meloni –
( marco93meloni )