Recensione del film [ Alita – Angelo della battaglia ].

Se questa settimana eravate indecisi su cosa vedere al cinema, ci penso io a rinfrescarvi le idee:
portate con voi le armature robotiche e recatevi subito al cinema a vedere Alita.
E tranquilli ! Se il ragazzo o la ragazza vicino a voi vi dice “che occhi grandi che ha”, non siete andati a vedere cappuccetto rosso, statene certi.
Se avete amato il manga di Yukito Kishiro, il capitolo “L’Angelo della Battaglia”, sceneggiato da James Cameron e Jon Landau, famosi per i capolavori del cinema come Avatar e Titanic e girato da Robert Rodriguez che diresse il magnifico Sin City, Alita parla di di una ragazza cyborg trovata da un dottore (o meglio), un meccanico, in una discarica a cielo aperto, nella periferia della “Città di ferro” sotto Zalem, la città sospesa.
L’Angelo della Battaglia, una volta ricostruito, non ricorda nulla del suo passato ma durante alcune scene del film riesce ad avere dei flashback che le riportano alla mente la sua vita precedente da combattente.
La ragazza, dopo alcune battaglie, scopre di avere una forza incredibile, tanto da sconfiggere tutti i braccatori della città di ferro.
Alita inoltre, dovrà vedersela con Grewiskha, un gigantesco Cyborg creato da Vector, che pagato profumatamente insieme agli altri malvagi mezzi-robot/umani, cercheranno di uccidere la ragazza ad ogni costo.
Durante il film, Alita incontrerà un ragazzo di nome Hugo, tra di loro sboccerà un amore che però risulterà fatale.
Hugo, amico di Vector, è un appassionato di Motorball, uno sport estremo dove tutto è possibile, nel quale i giocatori per vincere mettono in gioco la propria vita.
Il ragazzo ha un sogno: lasciare la “città di ferro” e andare nella “città sospesa” dove si vive da benestante. Per andare fin lassù però avrà bisogno di molti soldi che per ora fatica ad avere.
(Piccolo Off-Topic): Chi diventa campione di Motorball ha diritto di accedere alla Città Sospesa senza pagare dei crediti. (Fine Off-Topic).
Il giovane, conosce il team di un noto campione della disciplina Motorball.
Alita incuriosita, vuole diventare una campionessa.
Ci riuscirà ?
La trama del film è un intreccio di curiosità, flashback e tradimenti.
Non mancheranno i colpi di scena e le numerose battaglie tra Cyborg.
Una piccola curiosità dei combattimenti è che i partecipanti non posso usare armi da fuoco, in quanto bandite dalla legge.
Nel lungometraggio, l’arma più potente di tutte è una spada.
Il proprietario di quest’ultima è Zapan, un sanguinario braccatore al quale Alita sottrarrà l’arma dopo averlo sconfitto davanti una cattedrale della città.
Il film è ambientato nel 2563 in un periodo quasi post-apocalittico.
Per fare alcuni paragoni, ricorda lo stile di Blade Runner, la protagonista il maggiore di Ghost in The shell e i combattimenti di Matrix con un tocco di rallenting che solo Neo poteva avere.
Gli effetti audio sono eccezionali e le riprese in stile videogame mi hanno fatto ricordare alcune scene del film Ready player one, dove i protagonisti sono reali ma (se così possiamo dire) “renderizzati” con una grafica digitale super dettagliata.
In questo caso per il film “Alita” è stata usata la tecnologia Real D 3D.
Il lungometraggio mi è piaciuto davvero tanto anche se a volte ci sono stati alcuni errori che a mio avviso si potevano evitare.
Non vorrei essere troppo severo ma come faceva Alita a mangiare del cibo se non era dotata di organi umani ma artificiali ?
Inoltre, com’era possibile che in uno sport come il Motorball tutto era lecito ? Le uccisioni durante le gare mi hanno ricordato il film l’implacabile con Arnold Schwarzenegger, dove il protagonista finiva in un gioco, nel quale altri concorrenti criminali dovevano cercare di eliminarlo usando ogni mezzo possibile ed inimmaginabile.
Per quanto riguarda il finale, devo dire che mi ha lasciato un po’ d’amaro in bocca.
Perché il regista ha deciso di fermare la pellicola in quel modo ? Forse un sequel ?
Nell’attesa di scoprire se Alita riuscirà ad arrivare a….
No ! Aspettate un momento.
Devo fermarmi qui, questo non posso proprio dirvelo.
Farei spoiler e vi rovinerei la sorpresa.
Comunque nell’attesa che esca Alita 2, vi consiglio vivamente di recarvi al cinema ed andare a vedere questo nuovo capolavoro ad alta tecnologia firmato “20th Century Fox”.
Uscirete dalla sala con occhi diversi.
Penserete per tutta la serata ai grandi occhi da manga che avete fissato per 122 minuti: grandi come il suo cuore, artificiale e robotico ma sopratutto altruista ed umano.
Il cuore di Alita. 👀 ❤️

– Marco Meloni –