Recensione del film [ Aldo, Giovanni e Giacomo – Odio l’estate ]

“Se bruciasse la città da te io tornerei”.
Questa è la frase cardine del nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo “Odio l’estate”, tratta (appunto) dalla famosa canzone di Massimo Ranieri.
La calda (anzi caldissima) estate, vede protagoniste tre famiglie in vacanza, che dovranno vedersela con un grosso inconveniente d’affitto, dove per uno scherzo del destino, ognuno di essi ha affittato lo stesso identico appartamento delle altre rispettive famiglie.
Aldo, ipocondriaco e impacciato, dovrà vedersela in un primo momento con la famiglia di Giovanni, come al solito pignolo e pieno di pregiudizi. Successivamente Aldo e Giovanni, con le rispettive mogli e figli, dovranno affrontare anche Giacomo, acclamato dentista dalla fama internazionale che cercherà attraverso sua moglie di risolvere il problema contattando l’agenzia immobiliare.
Il nuovo lungometraggio, girato dal mitico Massimo Venier, ci fa ricordare alcune delle famose scene che ci hanno accompagnato negli anni, come la storica partita a calcio sulla spiaggia, la scena in cui ringhio (ahimè muore) in tre uomini e una gamba e alla fine il classico dei classici del trio: il viaggio in automobile.
Nel film ci saranno anche le rispettive mogli e i rispettivi figli.
Si affronteranno molti temi importanti come quello dell’unione, dell’amicizia e del “più siamo e meglio stiamo”.
In Odio l’estate la battuta è sempre dietro l’angolo.
Devo dire che il trio in quest’ultimo film, si è riscattato alla grande, dopo il flop di “Fuga da Reuma Park”.
Molto divertente, è la partecipazione di Michele Placido nelle vesti di un carabiniere dalla tipica mentalità italiana.
Se devo trovare una piccola critica, si potevano tagliare alcune scene un po’ troppo lunghe e prive di humor, dove il trio purtroppo non appare.
Ma comunque in fondo, forse è anche giusto così perché in “Odio l’estate”, i temi principali non sono banali ma più profondi.
Nel film infatti, possiamo trovare l’importanza di essere genitori e delle responsabilità che si hanno nel gestire i propri figli.
Si affronta il tema della difficoltà economica/sociale ed infine il significato più importante: quello di godersi la vita senza pensare alle cose futili, che molto spesso (e volentieri) vengono sostituite con le cose (e con i valori) più importanti.
Venendo quindi alle conclusioni, posso dire che l’ultimo film del trio più famoso d’Italia, mi è piaciuto molto, non solo perché il lungometraggio in se stesso è un grande ritorno alla classica e sana comicità italiana ma sopratutto, perché mi ritengo molto fortunato ad aver assistito al duro lavoro che Aldo, Giovanni e Giacomo hanno svolto durante le riprese del loro film.
A due passi da Otranto, vicino i laghi Alimini, Aldo, Giovanni e Giacomo giravano alcune scene importanti del lungometraggio, come la partita di calcio, la costruzione della capanna e la partenza in suv.
Pensate che solo per la scena finale dove i tre salgono in auto, il regista non contento delle riprese, ha fatto ripetere al trio la stessa scena per una cinquantina di volte.
Vi immaginate la faccia che ha fatto Aldo al trentesimo ciak?
Per quel poco che ho potuto vedere, posso dire che non solo sono grandi attori, ma anche grandi uomini che nella loro semplicità, fanno felici chi gli sta intorno. Il ricordo più grande che porterò delle riprese di “Odio l’estate” è una bellissima foto ricordo che il trio mi ha gentilmente concesso.
La morale del film sta proprio quindi a significare questo: la calda estate tanto odiata si trasforma nell’estate tanto desiderata, ricordando che l’unione in fondo fa la forza.

– Marco Meloni –

( @marco93meloni )